L’autore del libro dell’Ecclesiaste ha scritto queste sagge parole senza tempo: «Per ogni cosa c’è la sua stagione, c’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo» (Ecclesiaste 3:1). Nel corso della vita, ognuno di noi passa per diverse stagioni: periodi di abbondanza e periodi di bisogno, periodi in cui la nostra vita è così piena che «la nostra coppa trabocca» (Salmi 23:5) e periodi aridi in cui ci sono spazi vuoti là dove una volta erano pieni. Spesso è in questi periodi che impariamo a essere contenti in qualunque situazione ci troviamo, grazie a Gesù che ci dà forza (Filippesi 4:11-13).

Le prove, le difficoltà e le perdite che affrontiamo portano nella nostra vita crescita spirituale e benedizioni quando riponiamo la nostra fiducia nel Signore e permettiamo allo Spirito Santo di operare nella nostra vita. Naturalmente, è molto più facile essere contenti e confidare nel Signore quando le cose vanno bene, quando siamo circondati dai nostri cari e dagli amici, quando godiamo di buona salute e non abbiamo bisogno di nulla. Ma quando le cose non vanno bene, impariamo a dipendere dal Signore e scopriamo la sua gioia anche in circostanze difficili (Neemia 8:10).

Nei tempi in cui viviamo, la vita presenta fattori e sfide unici, quali il mondo non ha mai sperimentato prima. L’avvento della tecnologia moderna ha facilitato le comunicazioni, ma ha anche portato alla perdita del senso di comunità e dell’impegno personale con gli altri. In molti casi, la sostituzione del luogo di lavoro tradizionale con quello virtuale e il passaggio di alcuni aspetti dell’istruzione agli spazi online ha portato a una diminuzione delle opportunità di stringere amicizie. Di conseguenza, numerose organizzazioni della salute hanno messo in guardia da una «epidemia di solitudine» nel mondo di oggi.

Come cristiani, non siamo immuni alle sfide della solitudine e dell’isolamento. Potremmo trovarci in un periodo in cui siamo meno in contatto con le altre persone per vari motivi: problemi di salute, la perdita di una persona cara, il pensionamento o delle limitazioni nella nostra mobilità dovute all’avanzamento dell’età. In quei momenti può essere difficile trovare un senso e uno scopo nella nostra vita quotidiana e questo può farci provare un senso di disperazione e depressione.

Non siamo stati creati per vivere da soli. Fin dall’inizio della Bibbia, vediamo che Dio ci ha creati per vivere in comunità con gli altri (Genesi 1:27-28; 2:18). Le nostre interazioni con gli altri (e in particolare con altri cristiani) ci danno incoraggiamento e forza, rafforzano la nostra fede e portano gioia e ispirazione nella nostra vita. Le nostre relazioni con le persone — con le nostre famiglie, gli amici e i colleghi di lavoro, nella nostra chiesa o comunità, nella società o nel quartiere — possono plasmare e modellare i contorni della nostra routine quotidiana e aggiungere significato ai nostri compiti quotidiani. Se quella struttura comunitaria viene meno o è inaccessibile, queste perdite possono avere un impatto negativo sul nostro benessere emotivo e spirituale.

Quando attraversiamo un periodo di solitudine, è importante rivolgerci ai nostri fratelli cristiani e chiedere preghiera e sostegno. Parlare agli altri delle nostre difficoltà permette loro di offrirci conforto, preghiera e sostegno. Il conforto che riceviamo da Dio e dagli altri credenti ci renderà a nostra volta capaci di offrire sostegno agli altri. «Egli ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione» (2 Corinzi 1:4).

Rivolgersi agli altri

I periodi di solitudine ci aiutano a diventare più consapevoli di ciò che gli altri vivono, specialmente quelli che non conoscono ancora il Signore, e ad essere attenti a questo nelle nostre interazioni con le persone nella vita quotidiana. Spesso non possiamo sapere cosa stanno vivendo le persone, ma la Bibbia ci insegna a guardare ogni persona con gentilezza e compassione; questo ci impone di prestare attenzione e guardare al di là delle apparenze esteriori.

Siamo esortati a riflettere l’amore e la misericordia di Cristo sulle persone che incontriamo e a fare la differenza nella loro vita, quando possibile, anche se siamo in contatto con loro solo di sfuggita. Lo Spirito di Dio può operare attraverso le nostre interazioni con gli altri, per quanto possano essere brevi, per essere testimoni del suo amore e della sua compassione (Colossesi 3:12). Possiamo pronunciare parole di fede e di speranza nella vita di qualcuno, anche in un incontro occasionale.

Semplici gesti di gentilezza possono aiutare ad alleviare la solitudine di qualcuno e fargli capire che c’è qualcuno che si prende cura di lui o di lei. Potremmo rimanere sorpresi dall’impatto che anche le piccole interazioni possono avere, non solo nel dare speranza e conforto agli altri, ma anche nel darci un senso di appagamento e di scopo. Le nostre interazioni con gli altri, anche se brevi, possono arricchire la nostra vita e aiutare sia le persone che assistiamo sia noi stessi a sentirci connessi e meno isolati.

Sempre con noi

Il nostro rapporto con Dio e con la sua Parola fornisce un punto fermo alla nostra fede quando attraversiamo un periodo di solitudine nella nostra vita. Non siamo mai soli! Qualunque siano le circostanze, non siamo soli. Gesù è con noi costantemente, ogni secondo di ogni giorno. «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente» (Matteo 28:20).

Possiamo approfittare dei momenti di solitudine per avere un rapporto più stretto con il Signore, con la consapevolezza della sua costante compagnia mentre «pratichiamo la presenza di Cristo», un termine attribuito a fra Lorenzo della Resurrezione, un monaco francese del XVII secolo. Fra Lorenzo lavorava nella cucina di un monastero, dove trascorreva le giornate cucinando e pulendo. Decise che mentre svolgeva il suo lavoro avrebbe mantenuto una conversazione continua con Dio. Credeva che si potesse godere della presenza di Dio in qualsiasi momento.

Quando ti ritrovi in un periodo di solitudine, la compagnia costante del Signore ti darà speranza, ti donerà la sua pace che supera ogni comprensione e ti aiuterà a riempire i vuoti (Filippesi 4:7). Coltivando una consapevolezza più profonda della presenza di Cristo, troveremo il suo conforto, la sua compagnia e un senso di appartenenza che non ci deluderà mai. «Egli ha detto: “Non ti lascerò e non ti abbandonerò”» (Ebrei 13:5).

In quei momenti, potremmo aver bisogno di modificare la nostra prospettiva e fare uno sforzo deliberato per riflettere sulla bontà del Signore e sulla sua fedeltà nel corso della nostra vita. Chiedi al Signore di stabilizzare i tuoi pensieri (Proverbi 16:3) e di aiutarti a concentrarti sulle cose che contano e che dureranno, sulle «cose di lassù, non quelle che sono sulla terra» (Colossesi 3:2).

È importante anche cercare nuovi modi per costruire una comunità con gli altri, secondo le nostre possibilità, che sia attraverso il volontariato, la partecipazione a un ministero cristiano o a una chiesa, l’adesione a qualche comunità online, oppure avvicinandoci ai nostri vicini. Scegli di usare il tuo tempo e le tue energie in modi positivi che promuovono la salute e la pace e rafforzano la fede. Pensa a come puoi toccare la vita degli altri, anche in piccoli modi, come attraverso un’e-mail, una telefonata, un sorriso o una parola di incoraggiamento.

Come cristiani, abbiamo la certezza che, indipendentemente dalle difficoltà che incontriamo nella vita, abbiamo ricevuto il dono della grazia di Dio e la promessa della speranza eterna (1 Pietro 5:10). Gesù è il nostro Buon Pastore (Giovanni 10:11). Quando siamo stanchi, possiamo riposare in Lui e trovare nuova forza e resilienza. Lui è sempre con noi.

«Certo, la tua bontà e il tuo amore mi seguiranno tutti i giorni della mia vita, e io abiterò nella casa del Signore per sempre» (Salmo 23:6 NIV). Possiamo confidare nella promessa che la bontà e l’amore di Dio sono immutabili e saranno con noi tutti i giorni della nostra vita, e possiamo attendere con gioia il giorno in cui saremo con il Signore in cielo per sempre.