La Bibbia ci insegna che Dio ha un disegno e un piano per la vita di ciascuno di noi. «Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo» (Efesini 2:10). Gesù ci ha insegnato che realizzare il disegno di Dio per la nostra vita inizia con il «cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia», e poi tutto il resto ci sarà dato in più (Matteo 6:33). Ma come possiamo comprendere e trovare il disegno e la volontà di Dio per la nostra vita?
La decisione più importante che prendiamo nella vita è quella di accettare Gesù come nostro Signore e Salvatore, poiché determina la nostra posizione eterna in relazione a Dio e al suo regno (Giovanni 3:16-18). Quando affidiamo la nostra vita a Cristo, iniziamo una nuova vita con uno scopo, una visione del mondo e delle priorità completamente nuovi. Riceviamo una nuova identità come figli o figlie di Dio (Giovanni 1:12) e ogni giorno ci troviamo di fronte a numerose decisioni mentre cerchiamo di vivere la nostra fede e modellare la nostra vita secondo i precetti della sua Parola (Efesini 4:20-24).
Gesù ha delineato i due comandamenti più importanti che dovrebbero guidare la nostra vita e le nostre decisioni: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22:37-39). Le nostre vite e le nostre azioni devono essere un esempio del suo amore: «O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio?» (Michea 6:8).
Come cristiani che si sforzano di compiacere il Signore, ci viene chiesto di incentrare la nostra vita su Dio e sulla sua Parola, di camminare secondo la sua volontà e condividere il suo amore e la sua verità con gli altri. Gesù disse: «Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla» (Giovanni 15:5). Se abbiamo dato il nostro cuore e la nostra vita a Gesù, cercheremo il suo aiuto e la sua guida, lo adoreremo e lo ringrazieremo per la sua presenza e i suoi doni nella nostra vita.
In tutte le nostre decisioni, l’obiettivo dovrebbe essere quello di realizzare i propositi di Dio per la nostra vita e di portare gloria a Lui. Come scrisse l’apostolo Paolo: «Qualunque cosa facciate, fate tutto per la gloria di Dio» (1 Corinzi 10:31). È per Lui che viviamo ed è Lui che ci aiuta a realizzare la sua buona volontà e il suo proposito per la nostra vita. «Infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo» (Filippesi 2:13). Quindi, quando affidiamo la nostra vita al Signore, possiamo confidare che Lui opererà in noi e attraverso di noi per realizzare il suo proposito per noi. Ha promesso di guidarci nelle nostre decisioni e di agire a nostro favore (Salmi 37:5).
Se cerchi fedelmente il regno di Dio come prima cosa e allinei la tua volontà alla sua volontà per la tua vita, scoprirai che non mancherà di guidare i tuoi passi e di benedirti (Matteo 6:33). E se lo riconosci in tutte le tue vie, lo glorificherai con la tua vita e attraverso le cose buone che compie attraverso di te (Proverbi 3:6). Anche quando le cose non vanno come speravamo, o affrontiamo momenti di delusione, perdita, tragedia o sfide, possiamo confidare che Dio è all’opera. Non mancherà mai di adempiere la sua promessa di far cooperare tutte le cose al bene di quelli che lo amano e sono stati chiamati secondo il suo disegno (Romani 8:28).
Ma per realizzare veramente la volontà e il proposito di Dio, dobbiamo prima riconoscere da dove proviene la vera forza: dalla nostra dipendenza dal Signore, che ha detto: «Ti basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesta pienamente nella debolezza» (2 Corinzi 12:9). La Parola di Dio dice: «Il saggio non si glori della sua saggezza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza; ma chi si gloria si glori di questo: che ha senno e conosce me, che io sono il Signore» (Geremia 9:23-24).
Come seguaci di Cristo, siamo incaricati di condividere il suo amore con gli altri e di proclamare la nostra fede in Gesù come unica speranza di salvezza e come via, verità e vita (Giovanni 14:6). Possiamo testimoniare la nostra fede e condividere l’amore di Dio con gli altri anche quando ci sentiamo incapaci, sapendo che, come disse l’apostolo Paolo: «Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica» (Filippesi 4:13).
Se credi veramente in qualcosa, ne parlerai, vorrai raccontarlo ad altri, ne sarai orgoglioso! Se credi nella tua squadra sportiva preferita o nel tuo partito politico, ne parlerai. Se ti piace e credi nel tuo lavoro, ne parlerai. Se ami e credi in Gesù, parlerai di Lui. Come disse Gesù: «Perché dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore» (Matteo 6:21).
Ma se ti senti un po’ insicuro o incapace di condividere il suo amore e la sua verità con gli altri, prendi coraggio dai discepoli della chiesa primitiva. Dopo che le autorità religiose avevano ordinato loro di smettere di proclamare Gesù, essi pregarono disperatamente: «Signore, concedi ai tuoi servi di annunciare la tua parola in tutta franchezza». Confessarono la loro debolezza e le loro paure e invocarono il Signore chiedendo il suo aiuto. Lui rispose, «e tutti furono riempiti dello Spirito Santo e annunciavano la Parola di Dio con franchezza» (Atti 4:29-31).
Forse la tua vocazione non è essere un teologo, un pastore o un leader cristiano, ma ognuno di noi può glorificare il Signore condividendo il suo amore e la sua verità con gli altri e fornendo un esempio vivente della sua fede in ogni aspetto della sua vita. Ogni volta che parliamo della nostra fede o diamo un opuscolo religioso ad altri, adempiamo alla nostra chiamata di essere ambasciatori di Cristo (2 Corinzi 5:20). Anche se ci limitiamo a dire «Dio ti benedica» a una persona, le ricordiamo che Dio esiste ed è sovrano. Ogni volta che offriamo una parola di incoraggiamento, che aiutiamo una persona bisognosa, che mostriamo comprensione quando qualcuno è stressato o preoccupato, oppure offriamo una preghiera e doniamo noi stessi agli altri, adempiamo il suo ordine di amare il nostro prossimo e di servire gli altri con amore (Galati 5:13-14).
A ognuno di noi è chiesto di correre una gara tracciata per noi dal Signore e dobbiamo correre con perseveranza la corsa che ci è stata posta davanti, rimanendo fedeli a seguirlo, comunque e ovunque Lui ci abbia chiamati. L’unico modo per avere la resistenza necessaria a correre questa gara e portarla a termine è «fissare lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della nostra fede». Dobbiamo tenere gli occhi fissi sul Signore e considerare tutto ciò che ha sopportato per la nostra salvezza, per «non stancarci e perderci d’animo» (Ebrei 12:2-3).
Cerca fedelmente di camminare secondo la volontà e lo scopo di Dio per la tua vita ora, e un giorno lo sentirai dire: «Bene, servo buono e fedele! Entra nella gioia del tuo Signore!» (Matteo 25:21). Che Dio ti benedica mentre continui a mantenerti fedele, a correre la gara e a combattere la buona battaglia della fede, con gli occhi fissi su Gesù (Ebrei 12:2).
