L’anno scorso sono andato a pattinare sul ghiaccio con i miei amici per la prima volta in vita mia. Non sapevo cosa aspettarmi. All’inizio mi appoggiavo al muretto attorno alla pista di pattinaggio. Il tempo passava e non facevo molti progressi. Continuavo ad aggrapparmi al muretto perché avevo paura di cadere.
I miei amici mi incoraggiavano a lasciarmi andare e pattinare. Alla fine ho lasciato la presa e mi sono lanciato. E con mia grande sorpresa, sono riuscito a pattinare! Ovviamente sono caduto, ma mi sono rialzato subito e ho ricominciato a pattinare. La libertà che ho provato quando finalmente ho lasciato la presa e ho iniziato a pattinare è valsa davvero la pena. Mi sono pentito di non averlo fatto prima.
Riflettendo su questa esperienza, ho notato un parallelo con il momento in cui Dio mi ha chiamato al ministero cristiano. Ero preoccupato per l’ignoto. Avevo paura di fallire. Ci sono molti fattori sconosciuti nel seguire la volontà di Dio per la propria vita, ma il mio eccessivo rimuginare mi ha impedito di progredire nella mia vocazione. Continuavo a chiedere a Dio dei segni, invece di fidarmi di ciò che mi aveva già mostrato.
Alla fine, ho partecipato a una conferenza missionaria a Bangkok. In quei cinque giorni ho ascoltato le testimonianze di persone che avevano detto di sì a Dio senza conoscere tutti i dettagli di ciò che le aspettava. Vedere la libertà e la gioia di quelle persone mi ha convinto che non avrei mai trovato la vera soddisfazione se non avessi fatto ciò che Dio mi aveva chiesto di fare.
Una delle sessioni che mi ha colpito di più riguardava il dare il nostro hineni a Dio. Hineni è il termine ebraico per dire «eccomi». Il relatore ha parlato delle conseguenze che comporta il dare il nostro hineni (il nostro «sì») a Dio, ma ha anche sottolineato che ci saranno conseguenze ancora più gravi se non lo facciamo; una di queste è il perdere la gioia e la soddisfazione che nascono dal servire Dio e fare ciò che Lui ci ha chiamati a fare.
Certo, seguire Dio è impegnativo. Certo, ci sono molti dettagli che non conosciamo, ma rimanere nella nostra zona sicura non ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi. E se ci restiamo troppo a lungo, potremmo finire per avere rimpianti e «ah, se l’avessi fatto…». C’è gioia e libertà nel compiere ciò che Dio ci ha chiamati a fare. È una vita di avventura e appagamento.
