Il «regno di Dio» è stato il tema centrale degli insegnamenti di Gesù nei Vangeli e lo troviamo in molti punti chiave, come nel Padre Nostro, nell’Ultima Cena e in numerose parabole. Il Discorso della Montagna, uno degli insegnamenti di Gesù più noti, parla della realtà del regno di Dio e fornisce alcuni principi importanti su come i cristiani dovrebbero viverci.
Cos’è, dunque, il regno di Dio? In termini generali, la Bibbia ne parla come del dominio eterno e sovrano di Dio sull’intero universo. «Il Signore ha stabilito il suo trono nei cieli e il suo dominio si estende su tutto» (Salmi 103:19). Il Signore è il sovrano dell’universo e il regno di Dio è il suo dominio (1 Timoteo 6:15-16).
Anche se nell’Antico Testamento non si trova l’espressione «regno di Dio», il concetto del suo regno è presente in numerosi versetti, come: «Poiché al Signore appartiene il regno, egli domina sulle nazioni» (Salmi 22:28). Le Scritture predicono anche la persona che avrebbe fondato il regno, cioè il futuro Messia:
«Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre» (Isaia 9:5-6).
Ai tempi di Gesù, la visione generale riguardante il tanto atteso Messia era collegata alla speranza di essere liberati dall’occupazione da parte di potenze straniere. Per questo, quando la gente sentì parlare di un uomo che faceva miracoli e parlava del regno di Dio, fu presa da grande entusiasmo. Forse era arrivata l’ora della liberazione della nazione d’Israele e dell’instaurazione del regno nazionale fisico che tutti aspettavano. Comunque, gli insegnamenti di Gesù riguardo al regno andavano oltre l’attesa di un’entità politica o geografica. In pratica, Lui ridefiniva completamente il regno di Dio.
Un regno presente o futuro?
Nei Vangeli, Gesù insegnò che il regno di Dio è sia una realtà presente che futura. In alcune occasioni, disse che il regno era vicino (Marco 1:14-15), mentre in altre occasioni ne parlò come se dovesse arrivare solo in futuro. I miracoli di Gesù erano segni che il regno di Dio era giunto ed era presente, almeno in parte, durante il suo ministero (Luca 7:20-22).
Ad esempio, quando i farisei chiesero a Gesù quando sarebbe giunto il regno di Dio, Lui proclamò: «Ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi» (Luca 17:20-21). Sebbene questo passo parli del regno come di una realtà presente, Gesù ne parlò altrove anche come di una realtà futura. «Allora il Re dirà a quelli alla sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo”» (Matteo 25:34).
Quindi, il regno di Dio era presente ai tempi di Gesù (e continua a essere presente oggi), oppure è un regno futuro che arriverà dopo la seconda venuta di Gesù?
Quando il regno è visto come il dominio dinamico di Dio, può essere inteso sia come una realtà presente iniziata con il ministero di Gesù, sia come una realtà futura. La Bibbia insegna che il completamento del regno avverrà quando Gesù tornerà per stabilire il suo regno sulla Terra. «Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al suo Cristo ed egli regnerà nei secoli dei secoli» (Apocalisse 11:15).
Vivere nel regno
Nel Vangelo di Giovanni leggiamo che per entrare nel regno di Dio è necessario nascere di nuovo (Giovanni 3:3). È mediante l’accettazione di Gesù come Signore e Salvatore, mediante la fede nella sua risurrezione e l’inizio di un rapporto con Dio, che si entra a far parte del suo regno. Per quelli che ripongono la loro fiducia in Dio e instaurano un rapporto personale con Lui, reso possibile dalla morte di Gesù sulla croce, il regno di Dio diventa una realtà presente.
Con la sua vita, la sua morte e la sua risurrezione Gesù dimostrò che il regno di Dio non era un’incerta speranza futura; con la sua venuta divenne imminente e richiese una risposta immediata. Nel primo capitolo del Vangelo di Marco, leggiamo che Gesù venne «predicando il Vangelo di Dio e dicendo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”» (Marco 1:14-15)
Gesù trasmise il significato del regno di Dio mediante le sue azioni e rivelò delle informazioni sul regno attraverso i suoi insegnamenti. Il fatto che cenasse con gli emarginati della società del suo tempo (i pubblicani e i peccatori), che toccasse persone considerate impure, che perdonasse i peccati e guarisse di sabato, fece comprendere in modo più profondo la grazia, l’amore, l’attenzione e la misericordia del Padre, nonché la natura del suo regno. Gesù insegnò ai discepoli a pregare «Padre nostro che sei nei cieli», portandoli a un nuovo rapporto con Dio come loro Padre celeste e rendendoli parte della sua famiglia (Matteo 6:9).
Oltre a questo, Gesù chiarì che l’ingresso nel regno di Dio non era limitato a Israele quando parlò alla samaritana al pozzo, dicendole che «l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede» (Giovanni 4:23). L’invito ad entrare nel regno di Dio è esteso a tutte le persone di «ogni nazione, tribù, popolo e lingua» (Apocalisse 7:9).
Entrare nel regno per fede in Gesù ci garantisce la vita eterna, ma la vita eterna non inizia solo dopo la morte. La vita eterna, come il regno di Dio, è anche una realtà presente e per noi credenti è già iniziata. Mentre il nostro corpo fisico alla fine morirà, il nostro spirito continuerà a vivere eternamente con Dio. Il nostro spirito, la nostra essenza, la persona che siamo oggi, uscirà semplicemente dalla porta della presente vita terrena al momento della morte ed entrerà nel proseguimento eterno della nostra vita.
Nel frattempo viviamo nel regno di Dio nel presente. Quando nasciamo di nuovo nel regno di Dio, il centro della nostra vita si sposta completamente. Gesù ci dice di «cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia», confidando che tutto il resto seguirà, secondo la volontà di Dio (Matteo 6:33). Quando Dio regna nella nostra vita, riponiamo la nostra fede e la nostra fiducia in Lui e cerchiamo di allineare la nostra vita, le nostre azioni e le nostre decisioni alla sua volontà (Matteo 6:10).
Quando entriamo nel regno di Dio, siamo chiamati a integrare il nostro «regno» – ciò su cui abbiamo potere o controllo nella vita – con il suo. Dobbiamo cercare di allineare la nostra volontà con quella di Dio e lasciare che la sua volontà, espressa nella Bibbia, guidi la nostra vita. Ci viene chiesto di promuovere il suo regno estendendo agli altri l’invito a entrarci e a essere un esempio vivente del suo amore incondizionato per tutti.
Vivere nel regno nel presente significa permettere a Dio di governare e regnare sulla nostra vita, riconoscendolo e onorandolo come nostro Creatore. Significa sforzarci di vivere in modo da onorarlo e rendergli gloria. Significa modellare la nostra vita sull’esempio dato da Gesù di amare Dio e amare gli altri (Matteo 22:37-39). Vivere nel regno di Dio vuol dire vivere quotidianamente con un rapporto personale e interattivo con Lui, un rapporto che abbraccia la nostra vita terrena e continua per l’eternità.
