Hai mai affrontato una situazione che sembrava totalmente senza speranza, al punto di sentirti privo di ogni via d’uscita dalle difficoltà, quando tutto sembrava perduto? O forse ti trovi in queste condizioni adesso, la situazione sembra impossibile e pensi che continuerà così a lungo, senza speranza. Ti chiedi se Dio ascolti le tue preghiere, perché non senti la rassicurazione e il conforto della sua presenza, oppure non vedi come le circostanze possano cambiare.
Forse ti senti solo e ti sembra che nessun altro si trovi in circostanze tanto intense e penose, come se fossi circondato da ogni lato, senza via di scampo. Ti sembra di non riuscire più a sentire la voce di Dio e non c’è niente a segnalare la sua presenza.
Potresti essere tentato di pensare che nessun altro stia vivendo difficoltà così intense e impegnative. In questi momenti è importante ricordare a noi stessi le promesse contenute nella Bibbia riguardo alla speranza che abbiamo come cristiani. La Bibbia si riferisce a Dio come al Dio di ogni speranza. «Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza per la potenza dello Spirito Santo» (Romani 15:13).
La parola «speranza» nella Bibbia ha un significato diverso da quello che ha oggi. Oggi, quando le persone dicono di sperare in qualcosa, spesso intendono dire che desiderano che qualcosa accada, ma non sono sicure che accadrà. Ma quando la Bibbia parla di speranza, essa è associata alla nostra fede, alla certezza che le cose che Dio ha promesso nella sua Parola si realizzeranno.
Ebrei 11:1 ci dà una definizione della fede biblica: «Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono». La fede è certezza, ed è fondata sulla vita, la morte e la risurrezione di Gesù, che ha acquistato la nostra salvezza attraverso la sua sofferenza e ora regna per sempre. Questo ci dà la fede per sopportare le difficoltà, le sfide e le tragedie che affrontiamo in questa vita, mentre «aspettiamo la beata speranza, l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo» (Tito 2:13).
Può anche contribuire a rafforzare la nostra fede ricordare che alcuni personaggi biblici di spicco hanno vissuto grandi avversità e riflettere su come hanno attraversato la «valle più oscura» della loro vita (Salmo 23:4). Non hanno attraversato quei momenti indenni, con una gioia incrollabile e la vittoria nei loro cuori, eppure hanno mantenuto la speranza e si sono rifiutati di arrendersi.
Ecco alcuni esempi di uomini della Bibbia che hanno affrontato sfide monumentali. Le loro storie possono farci trovare la speranza. «Tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché, mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza» (Romani 15:4).
La storia di Giobbe nell’Antico Testamento è molto nota. La Bibbia contiene un resoconto molto vivido di tutto ciò che soffrì, poiché fu messo a dura prova e perse la sua famiglia, la sua ricchezza e la sua salute. Era così angosciato e afflitto che perfino maledisse il giorno in cui era nato (Giobbe 3:1-3) e implorò Dio di porre fine alla sua vita (Giobbe 6:8-9). Ma anche mentre lottava per capire perché stava vivendo tali prove, prese una posizione di fede, dichiarando: «Mi uccida pure, continuerò a sperare» (Giobbe 13:15). Giobbe ritornò a ricevere le benedizioni divine nella sua vita, con una comprensione molto più profonda di Dio e del suo amore.
Davide perse alcuni dei suoi figli, perse il regno e la salute, perse tutta una serie di battaglie contro i suoi nemici. È difficile immaginare il trauma che deve aver provato in momenti simili. I suoi sentimenti di dolore e disperazione finirono per essere espressi nei salmi. Sentite questo: «Il Signore ci respinge forse per sempre? Non mostrerà più la sua bontà? La sua misericordia è venuta a mancare per sempre?» (Salmi 77:7–9).
Sembra che a quel punto Davide non ne potesse più. Tuttavia si aggrappò alla speranza, come leggiamo nei Salmi. «Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio» (Salmi 43:5).
Possiamo solo immaginare la disperazione e lo scoraggiamento che Pietro deve aver provato dopo aver rinnegato Gesù prima della sua crocifissione (Matteo 26:69-75). Avendo negato di conoscere il proprio Salvatore, non una, ma tre volte, come avrebbe potuto mostrarsi di nuovo in pubblico, o addirittura essere considerato affidabile come leader della Chiesa primitiva? Eppure, pochi giorni dopo, Pietro si alzò coraggiosamente nella piazza pubblica, proclamando Gesù, conducendo migliaia di persone a Cristo e venendo arrestato nel corso dell’operazione (vedi Atti 2 e 3). Pietro continuò a proclamare: «Nella sua grande misericordia, [Dio] ci ha fatto rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti» (1 Pietro 1:3).
Persino l’apostolo Paolo, che ebbe un ruolo così centrale nella Chiesa primitiva e che incoraggiò così tanto le chiese, a volte si sentiva senza speranza e scoraggiato. Lo espresse quando scrisse: «Fratelli, non vogliamo che ignoriate, riguardo all’afflizione che ci colse in Asia, che siamo stati grandemente oppressi, oltre le nostre forze, tanto da farci disperare perfino della vita» (2 Corinzi 1:8). Eppure, in tutte le sue epistole, Paolo sottolinea costantemente la speranza che abbiamo in Cristo e ci incoraggia a «gioire nella speranza della gloria di Dio» (Romani 5:2). Possiamo avere fede in Gesù e aggrapparci alla speranza anche quando le circostanze che affrontiamo sembrano difficili, disperate e persino impossibili.
Se questi, che sono tra i grandi uomini di Dio, hanno vissuto momenti di angoscia spirituale, di perdita e tragedia nella vita, dovremmo trovare strano che noi, come figli di Dio di oggi, viviamo periodi di dolore e persino disperazione? In quei momenti, non sempre riusciamo a vedere i frutti della nostra fedeltà o l’adempimento delle sue promesse, ma la Bibbia ci dice che quando la nostra fede è messa alla prova, possiamo «rallegrarci nella misura in cui partecipiamo alle sofferenze di Cristo, perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare» (1 Pietro 4:12-13).
Tutti attraversano momenti difficili nella vita. Un salmo li descrive come la «Valle di Baca», un luogo di pianto e lamenti. Ma il salmista parla anche della speranza per quelli che attraversano queste valli e ne escono rafforzati. «Quando attraversano la Valle di Baca, la rendono un luogo di fonti. […] Lungo il cammino aumenta la loro forza e compaiono infine davanti a Dio in Sion» (Salmi 84:6-7).
Che immagine e che promessa meravigliose! La chiave è che, mentre attraversiamo la valle, possiamo «renderla un luogo di fonti». Una valle arida e desolata può diventare un luogo di ristoro e nello stesso tempo la nostra fede può rafforzarsi.
Una cosa che questi uomini di fede nella Bibbia hanno in comune è che hanno continuato a lodare Dio mentre attraversavano le loro valli più buie, nei loro momenti di disperazione e sofferenza (Salmi 84:4-5). Quindi, mentre attraversiamo la valle delle lacrime, della sofferenza o delle difficoltà, se continuiamo a lodarlo, possiamo trasformare quella valle desolata in una fonte di ristoro. Il nostro viaggio nella vita può trasformarsi in un viaggio di gioia; il nostro lutto può trasformarsi in danza, poiché Egli ci riveste di gioia e ci dà la forza della sua gioia (Salmi 30:11).
Dopo aver attraversato la valle, possiamo guardarci indietro con gratitudine, nella consapevolezza che le esperienze difficili che abbiamo sopportato hanno arricchito e fatto crescere spiritualmente le nostre vite. Il Signore ci avrà avvolti nel suo amore e ci avrà dato la benedizione inestimabile di una comprensione più profonda di Sé e di un cuore sempre più somigliante al suo (2 Corinzi 3:18).
