Da madre con figli ormai grandi, ho scoperto che gli anni del tramonto della vita racchiudono un senso unico di quiete. La mia casa, un tempo vivace, è diventata silenziosa e le chiacchiere dei miei figli sono ormai solo un ricordo. In momenti come questi, la solitudine può sembrare un peso enorme. Tuttavia, per noi cristiani, questa fase della vita non è una discesa nell’isolamento, ma un invito a una relazione più profonda e intima con Gesù.

La verità più profonda a cui possiamo aggrapparci con l’avanzare dell’età è che l’amore di Dio non cambia mai. Egli non si allontana solo perché le nostre forze diminuiscono o il nostro valore esteriore sembra ridursi. Al contrario, Egli promette: «Anche nella tua vecchiaia e nei tuoi capelli bianchi, sarò sempre lo stesso e ti sosterrò» (Isaia 46:4). Dio è presente in ogni fase della nostra vita, in ogni cambiamento e in ogni sfida che affrontiamo, compreso il passaggio alla vecchiaia. Quando la casa sembra troppo silenziosa, Lui è un «dolce sussurro» che aspetta di essere ascoltato. Quando le notti sembrano lunghe, Lui è il pastore che non sonnecchia né dorme.

Vivere alla sua presenza ci impone di dedicargli deliberatamente del tempo. Quando il mondo esterno sembra chiuso, possiamo aprire le finestre della nostra anima con delle pratiche spirituali. Indipendentemente dalla nostra età, il modo per diventare profondamente consapevoli della presenza di Gesù è dare priorità alla Parola di Dio, alla gratitudine, alla preghiera e al servizio agli altri.

Musica e lode: iniziare ogni giornata con musica e lodi a Gesù riempie il mio cuore e mi innalza alla sua presenza. La musica ha un modo unico di stimolare lo spirito. Che preferiate i vecchi inni classici, come me, o le melodie del culto contemporaneo, dedicare del tempo all’inizio della giornata ai canti di lode invita lo Spirito Santo nel nostro spazio.

La Parola di Dio: dopo di che, mi prendo del tempo per leggere la Bibbia. Dopo tutto, la Scrittura è il modo principale con cui Dio ci parla. Leggere un salmo o un capitolo dei Vangeli può trasformare quella che altrimenti sarebbe una mattinata solitaria in un dialogo con Gesù.

Gratitudine e preghiera: tengo un diario della gratitudine e ci scrivo mentre bevo il mio caffè mattutino. All’inizio era difficile trovare cinque cose di cui essere grata, ma ora spesso continuo a scrivere fino a quando non arrivo a 15 o più cose di cui sono grata. Ho anche imparato a cambiare la mia prospettiva sulla preghiera, passando da una recita unilaterale dei miei bisogni e desideri a una conversazione intima con Dio. La montagna di ostacoli che sembra ergersi davanti a me si riduce alle sue reali dimensioni quando parlo con Dio in preghiera. Quando affidiamo a Lui le nostre attività, Lui non manca mai di dare successo ai nostri progetti e di porre i nostri piedi su una via ben stabilita (Proverbi 16:3).

Costruire rapporti: dopo quel momento di lode e preghiera mattutino, dedico anche del tempo a prepararmi per investire nei miei rapporti con gli altri. Il nostro rapporto con Dio è il nostro fondamento, ma Lui ci ha creato anche per avere rapporti umani. Sentirsi inclusi e utili è fondamentale per la salute dell’anima. Ho imparato che non devo sentirmi inadeguata o incapace perché ho 76 anni. In realtà, non è mai troppo tardi perché Dio ci usi. Dobbiamo solo renderci disponibili a Lui. Chi lo sa? Oggi potrebbe essere proprio il giorno giusto per intraprendere una nuova attività. Se vi sentite emarginati, ecco alcuni modi pratici per impegnarvi:

Pregare per gli altri: anche se la nostra mobilità fisica è limitata, la Bibbia insegna che «la preghiera del giusto ha grande efficacia» (Giacomo 5:16). Essere n intercessori devoti è un ruolo importante nel regno di Dio.

Missione dell’incoraggiamento: la saggezza e la prospettiva che abbiamo come «anziani» sono tesori di cui le giovani generazioni hanno disperatamente bisogno. Un semplice biglietto scritto a mano, un messaggio o una telefonata a un nipote in difficoltà possono essere un’ancora di salvezza.

Volontariato: cercate opportunità di volontariato nella vostra comunità. Spesso ci sono orfanotrofi, case di riposo o centri di assistenza all’infanzia che sono felici di accogliere chi desidera dedicarsi ai bambini o agli anziani mediante giochi, musica, attività educative o lavoretti manuali.

Ricordate che la vecchiaia non è una sala d’attesa per la fine, ma il portico dell’eternità. Anche se i nostri cari hanno lasciato questa vita, non siamo mai veramente soli. Dio è sempre con noi e promette di rinnovare le nostre forze. «Quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze» (Isaia 40:31). Dedicando tempo alla Parola di Dio e aiutando chi ha bisogno, scopriremo che lo scopo della nostra vita non ha una scadenza, ma semplicemente si evolve. Siamo osservati, siamo amati e agli occhi del nostro Padre celeste siamo disperatamente necessari.