A settantacinque anni, sorrido pensando alle svolte inaspettate che ha preso la mia vita. Quando ho raggiunto il campo di missione cinque decenni fa, m’immaginavo una vita dedicata alla famiglia, al lavoro del Signore e ad assistere il prossimo. Quello che non immaginavo era come quegli anni sarebbero passati in fretta, o come un giorno la mia casa sarebbe diventata silenziosa.

Ho cresciuto cinque figli nel Sud-est asiatico. Li ho visti crescere tra risaie, strade, villaggi e vicini cordiali. Poi, uno dopo l’altro, li ho visti partire, tornare in Occidente per l’università, la carriera e infine il matrimonio. Ogni partenza era un misto di gioia e di dolore, l’orgoglio di una madre avvolto nel suo dolore. Alla fine, mi sono chiesta cosa potesse riservarmi il prossimo capitolo della mia vita.

Proprio quando pensavo che i miei anni più produttivi fossero ormai alle spalle, Dio mi ha aperto nuove porte che non mi sarei mai aspettata. «Le sue misericordie… si rinnovano ogni mattina» (Lamentazioni 3:22-23). Anche la sua chiamata si rinnova ogni mattina.

Oggi mi siedo accanto a bambini malati di cancro che hanno bisogno di incoraggiamento e a orfani che desiderano ardentemente sentirsi dire che sono importanti. Visito i bambini poveri dei villaggi, le cui risate riempiono stanze senza elettricità ma traboccanti di gioia. Mi rendo conto che Dio ha ancora un compito da affidarmi.

Quando dico: «Non è mai troppo tardi per ricominciare», parlo da una vita trasformata dalla fedeltà di Dio. Isaia 46:4 è prezioso per me: «Fino alla vostra vecchiaia io sarò sempre lo stesso, io vi porterò fino alla canizie […] vi sosterrò e vi salverò».

Mosè aveva 80 anni quando Dio lo chiamò perché affrontasse il Faraone (Esodo 7:7). Caleb ne aveva 85 quando chiese di avere i monti che Dio gli aveva promesso (Giosuè 14:10-12). La profetessa Anna trascorse i suoi ultimi anni proclamando il Messia (Luca 2:36-38). La Scrittura non descrive mai la vecchiaia come un periodo di declino, ma come una fede matura che continua a dire: «Eccomi, manda me!» (Isaia 6:8).

Ricominciare significa accettare tutto ciò che Dio ti mette davanti, credendo che i giusti «porteranno ancora frutto nella vecchiaia» (Salmi 92:14).

Una volta avevo paura di invecchiare da sola. Ora capisco che non sono mai sola né senza uno scopo. Ogni volta che entro in un reparto pediatrico con bambini che lottano per la vita, o mi siedo su un pavimento di bambù con le famiglie del villaggio, o consolo un orfano, sento il Signore sussurrarmi: «Questo è il tuo nuovo inizio».

A qualsiasi età, la storia di Dio nella nostra vita non ha mai fine.