«Non giudicare un uomo finché non hai camminato un paio di chilometri nelle sue scarpe». Una persona che sapeva il significato di questa frase era probabilmente Madre Teresa. Dopo aver vissuto tra i più poveri dei poveri in India per quasi trent’anni (e l’avrebbe fatto per quasi altri venti), le fu concesso il Premio Nobel per la Pace. Cominciò il suo discorso d’accettazione con queste parole: «La vita è vita», poi proseguì spiegando che tutti gli esseri umani sono speciali e hanno un grande valore, chiunque siano; solo dopo che abbiamo imparato a rispettare questo fatto, possiamo cominciare ad aiutarli a migliorare la loro vita.
La maggior parte della gente non avrebbe problemi a camminare in un paio di eleganti scarpe firmate, o delle migliori scarpe sportive, ma quanti vorrebbero infilarsi le scarpe di un povero lavoratore? Quando vivevo in Uganda, vidi per strada un paio di scarpe che per me divennero un simbolo dell’Africa e della sua gente dolce ma povera.
Dalle macchie di cemento era ovvio che il loro ultimo proprietario era stato un muratore. Come molte altre persone che notai in quel paese, indubbiamente passava lunghe giornate a lavorare nel caldo soffocante, senza alcuna protezione contro il sole, con solo un paio di pezzi di canna da zucchero per pranzo. Aveva usato quelle scarpe fino a che i buchi nelle suole erano diventati così grandi che le scarpe avevano perso ogni utilità. Quando non aveva più senso continuare a indossarle, le aveva abbandonate lì dove le avevo trovate io. Ovviamente non era sua intenzione, ma quelle scarpe servirono a mettere i miei problemi nella giusta luce.
Quando, alcuni giorni dopo, un ragazzo bussò alla mia porta chiedendo aiuto, non ebbi alcun dubbio su cosa fare. Aveva vinto una borsa di studio per entrare in collegio, ma c’era un requisito che non poteva soddisfare: non aveva scarpe. Mi chiese se avevo un paio di scarpe in più da dargli. Quelle che io indossavo in quel momento gli calzavano alla perfezione, così gliele diedi.
No, un semplice atto di cortesia non fece di me un santo al livello di Madre Teresa, ma credo che in quel momento provai un pizzico di quel che l’aveva motivata per tutti quegli anni: «L’amore di Cristo ci costringe» (2 Corinzi 5:14).
