Molti dei miei amici stanno invecchiando e molti di loro passano diverso tempo in ospedale. Li capisco perché so bene cosa significa, avendo trascorso molto tempo in ospedale dopo aver sofferto di insufficienza renale nel 1999.
Ammalarsi ed essere ricoverati è duro. Bisogna sopportare il dolore e gli effetti collaterali della malattia e delle procedure mediche, la solitudine, l’incertezza della salute e del futuro, lo stress sulla famiglia e così via.
Una cosa che ho capito durante le mie numerose degenze ospedaliere e le oltre 1.500 visite per la dialisi e altri problemi è che molti degli altri pazienti che incontro hanno simili difficoltà. Credo che un motivo importante per cui il Signore mi ha permesso di essere lì fosse quello di essere una testimonianza per loro. Eccone un esempio:
Ho incontrato una donna giapponese nella sala da pranzo dell’ospedale. Era sulla trentina e anche lei soffriva di insufficienza renale; sebbene avesse ricevuto un trapianto, aveva avuto delle complicazioni e affrontava un esito incerto. Era ricoverata in ospedale da parecchio tempo ed era molto sola e depressa. Lei e suo marito vivevano su un’isola e la distanza gli rendeva difficile andare a trovarla.
Le ho testimoniato e lei ha ricevuto il Signore con gioia. La trasformazione è stata immediata. Per il resto della mia degenza, è stata assolutamente radiosa! Quando sono stato dimesso, le ho regalato una Bibbia in giapponese e siamo rimasti in contatto. Alla fine anche lei è stata dimessa ed è tornata a casa dal marito. Ci incontravamo durante le visite mensili di controllo con gli specialisti dei trapianti per verificare la funzionalità renale e lei era davvero convertita. Mi ha scritto una bellissima lettera, in cui mi ringraziava per averla aiutata e spiegava come la sua vita fosse cambiata in meglio dopo aver ricevuto Gesù.
Essere lo strumento che il Signore ha usato per portare salvezza e trasformazione a questa giapponese è stata un’esperienza bella e gratificante.
Avrei preferito non affrontare la mia malattia cronica e le conseguenti numerose visite e degenze in ospedale. Ho passato innumerevoli ore in cui l’unica cosa che potevo fare era lottare per la vita e la salute, senza alcun modo per aiutare gli altri, ma ho avuto anche molte opportunità di assistere i miei compagni, nonostante la mia stessa sofferenza.
«Il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo noi stessi consolati da Dio». —2 Corinzi 1:4
