La rivista Time ha riportato che «a livello globale, più elettori che mai nella storia si recheranno alle urne [nel 2024], poiché almeno 64 Paesi (più l’Unione Europea) — con una popolazione combinata di circa il 49% degli abitanti del mondo — devono tenere elezioni nazionali». A giudicare da quel che succede dalle mie parti, le elezioni hanno attirato l’attenzione di molte persone, alimentando discussioni, congetture e accese espressioni di opinioni.
Penso che dovremmo essere informati sulle questioni che riguardano la vita quotidiana nei Paesi in cui viviamo, preoccuparci di chi viene eletto, pregare per i governi locali e votare, se possiamo. Ma soprattutto dovremmo ricordare che «la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche un Salvatore, Gesù Cristo, il Signore» (Filippesi 3:20). Anche se il profeta Isaia ha chiamato «eletto» il popolo di Dio,1 non stava parlando dei risultati di un processo elettorale. È Dio a scegliere, non noi (Giovanni 15:16).
Sebbene il «cambiamento» sia una delle principali promesse elettorali che i candidati amano assicurarci, è bene ricordare anche la valutazione di Re Salomone: «Ciò che è stato è quel che sarà; ciò che si è fatto è quel che si farà: non c’è nulla di nuovo sotto il sole» (Ecclesiaste 1:9). Lo disse circa tremila anni fa e la storia ha confermato l’accuratezza della sua valutazione, con un’eccezione davvero notevole.
Il Signore Gesù Cristo, «pur essendo Dio perfetto, si è fatto uomo perfetto e ha compiuto la più nuova di tutte le cose nuove, l’unica novità sotto il sole, con la quale si è manifestata chiaramente l’infinita potenza di Dio. Infatti, cosa c’è di più grande del fatto che Dio si sia fatto uomo?»2
Che benedizione indicibile, far parte del regno dei cieli, l’unico che resterà in piedi per sempre. Gesù è l’unico che può dire «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Apocalisse 21:5), e farlo davvero.
Continuiamo a far risplendere la nostra luce (Matteo 5:16) e a essere imitatori di Dio, come figli carissimi (Efesini 5:1). «Fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore» (1 Corinzi 15:58).
- Vedi Isaia 45:4, 65:9, 65:22 ↑
- La fonte di conoscenza, di san Giovanni Damasceno ↑
