Benvenuti a questo numero della rivista, il secondo di quest’anno che contiene articoli su argomenti diversi. È un tipo che ci piace molto perché i nostri collaboratori scrivono di ciò che sta loro a cuore in quel momento e ciò si traduce in una rivista diversa, con approfondimenti e ispirazioni per tutti. Poiché gli autori hanno età diverse e vivono in paesi diversi, gli articoli sono vari e stimolano la riflessione.
Amy Joy racconta la sua crescita in Sudafrica (pag. 10); Simon Bishop condivide le sue lezioni come volontario e padre mentre cresce la sua famiglia nelle Filippine (pagg. 8-9); Rosane Cordoba, in Brasile, racconta come è riuscita a continuare una vita attiva e felice man mano che i suoi figli diventavano adulti indipendenti e le sue priorità cambiavano (pag. 12). E vi prego di condividere la nostra gioia perché Sally e io ci stiamo avvicinando al nostro 50° anniversario di matrimonio (pag. 13).
Questo mese, il nostro articolo di approfondimento affronta quella che alcuni hanno definito la globalizzazione, o pandemia, della solitudine e dell’isolamento. In effetti, milioni di persone soffrono di questa piaga moderna che può avere conseguenze dannose. Che cosa possiamo fare? Il problema è sia di natura sociale che spirituale. Come cristiani, abbiamo ottimi strumenti per combatterlo. In un mondo solitario, dove regna l’individualismo, la compagnia che offriamo può essere d’aiuto? Possiamo essere degli amici per chi ne ha bisogno? Cos’altro possiamo fare per portare sollievo da questa malattia? L’articolo suggerisce alcune soluzioni pratiche, ma soprattutto ci mostra che la chiave è trovare la presenza di Dio e il conforto di sapere che non siamo soli al mondo – e aiutare gli altri a fare lo stesso.
Ci auguriamo che questo numero vi aiuti a crescere nella fede e in amore mentre affrontiamo le sfide del nostro mondo nel XXI secolo.
