Oggigiorno si incontrano truffatori dappertutto. Sembra che più la tecnologia avanza, più loro diventano subdoli. Passo molto tempo al computer, quindi sono diventato un po’ un esperto nell’individuare le truffe. Eppure, un giorno stavo scrivendo per un certo progetto quando improvvisamente tutto lo schermo è diventato rosso, con un messaggio lampeggiante in grassetto:
«ATTENZIONE! IL TUO COMPUTER È INFETTO. CHIAMA IMMEDIATAMENTE QUESTO NUMERO O PERDERAI TUTTI I TUOI DATI!»
Lo ammetto, mi è quasi venuto un colpo al cuore. Per una frazione di secondo, ci ho quasi creduto. Poi però ho fatto un respiro profondo, ho alzato gli occhi al cielo e ho fatto ciò che l’esperienza mi ha insegnato. Ho cliccato sulla piccola “X” per chiudere l’avviso e sono tornato al lavoro. Truffa sventata.
Purtroppo, non tutti reagiscono in questo modo. Molte persone si fanno prendere dal panico, chiamano il numero e, prima di rendersene conto, hanno consegnato i dati della loro carta di credito o il numero di previdenza sociale a qualche tizio seduto da qualche parte in uno scantinato poco illuminato.
Riflettendoci, mi sono reso conto che a volte anche la nostra mente mette in atto le sue truffe. Ci invia messaggi che sembrano urgenti e credibili: «Non sei abbastanza bravo!», «Tutti ti giudicano!», «Non funzionerà mai!» — e prima di rendercene conto, ci siamo cascati.
Di recente, la nostra organizzazione no profit ha ricevuto una lettera da un ente governativo in cui si diceva che mi avrebbero chiamato per chiedermi informazioni sulla situazione lavorativa di uno dei nostri dipendenti. Niente di complicato, vero? Solo che la mia mente non la pensava così. Nel giro di pochi minuti, era già in piena modalità «catastrofe». Ho iniziato a immaginare gli scenari peggiori: verifiche, sanzioni, montagne di scartoffie. Insomma, nella mia testa avevo trasformato una semplice lettera in una vera e propria crisi.
Sì, la telefonata è arrivata. E indovinate un po’? La persona all’altro capo del telefono era cordiale e sinceramente disponibile. Abbiamo parlato per dieci minuti, chiarito tutto e basta. Nessun dramma. Nessuna catastrofe. Il mio cervello aveva semplicemente messo in atto il suo solito trucco, convincendomi che stesse per succedere qualcosa di terribile quando in realtà andava tutto bene.
La nostra mente può ingannarci facendoci vedere montagne dove ci sono solo formiche, ma non dobbiamo cascarci. La Bibbia dice: «Non siate in ansia per nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio, in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Filippesi 4:6).
La morale? Fermati, respira, verifica i fatti, ma alla fine confida nel Signore. Lui vede il quadro completo, calma le nostre paure e ci fa superare sia le truffe del mondo che i trucchi della nostra stessa mente.
