Segui la stella

Ogni Natale m’immagino i tre re magi mentre viaggiano nel deserto dietro a quella stella misteriosa. Posso visualizzarli mentre attraversano i deserti caldi e sabbiosi di giorno e si accampano di notte. Nessun altro luogo sulla terra è pieno di bellezza e mistero come in una notte stellata nel deserto! Posso vederli seduti davanti alle loro tende, mentre osservano meravigliati il cielo, senz’altra luce a distrarli dalla pura maestria artistica di Dio. Quella nuova stella non c’era mai stata. Deve averli stupiti.

Avevano sentito parlare della venuta del Messia. L’avevano studiata nei testi antichi, ma adesso la leggevano nelle stelle.

«Siamo nati per questo. Dobbiamo seguirla».

E così viaggiarono per fede e alla fine la stella li condusse all’umile mangiatoia con il Bambino appena nato.

Si prostrarono ad adorarlo e sussurrarono: «È il Re dei re».

Mi ricorda la mia stessa ricerca.

Non ero un saggio, ma anch’io avevo visto una stella. Non brillava in cielo; non illuminò la mia vita, ma la sua luce toccò il mio cuore. La sua influenza era reale e mi rese irrequieto.

Da dove viene quella luce?

Mi invitava a svelarne il segreto.

Sono nato per questo. Devo seguirla.

Lo feci. Lasciai il mio mondo alle spalle. Andai in cerca della verità, senza cammelli, ma seguendo la luce di quella stella.

E un giorno trovai la stalla.

C’era brutto tempo. Mentre parlavo con un altro viaggiatore la pioggia mi cadeva addosso.

«Stai cercando Dio, vero?» L’aveva capito.

«Proprio così. Sai dov’è?»

Mi sorrise. «È qui, pronto a diventare il Re del tuo cuore, se glielo permetti».

Quel giorno la stella cominciò a brillare nel mio cuore.

La stella che i magi seguirono è scomparsa, ma la stella di Natale nel mio cuore è ancora accesa e brillante.

*   *   *

La magia del Natale è potente, ma la potenza nei nostri cuori è ancora più magica. La nostra capacità di amarci gli uni gli altri, di rinnovare la nostra fede e portare speranza nella nostra vita e in quella degli altri, sono i doni più grandi da fare e da ricevere. —Lillie Leonardi