Un rappresentante di scarpe fu mandato dalla sua ditta in una zona remota dell’Africa. Dopo qualche tempo telegrafò in ufficio, dicendo: «Vendere scarpe in questa parte del mondo non ha senso! Qui nessuno le indossa!»

Ritornò a casa e dalla fabbrica mandarono un altro rappresentante. Subito cominciò ad arrivare un’ordinazione dopo l’altra. «In questa parte del mondo tutti hanno bisogno di scarpe!» spiegò.

Entrambi i rappresentanti incontrarono la stessa situazione, ma la diversità delle loro prospettive o dei loro atteggiamenti portò a risultati diversi.

Questa storia potrebbe essere apocrifa, ma è un’ottima introduzione per questo numero di Contatto.

Quando siamo sottoposti a pressioni personali e professionali, è difficile mantenere un atteggiamento positivo il cento per cento delle volte. Penso che la maggior parte di noi si ritenga ottimista, almeno generalmente; ma se chiedessimo a nostra moglie, a nostro marito o a un amico la loro opinione, si direbbero d’accordo?

La Bibbia insegna che il nostro atteggiamento non è una cosa che riceviamo alla nascita. Un atteggiamento sano e positivo deve essere coltivato e sviluppato da dentro. Non si può comprare. Non si può costruire. Non dipende da influenze esterne, come quelle di amici, familiari, insegnanti, colleghi o datori di lavoro, o dai media. Inizia con una decisione, quella che la Parola di Dio ci invita a prendere:

«Indirizzate i vostri pensieri su tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode». 1

Vediamo di mantenere ogni giorno un atteggiamento di fede, gioia, fiducia e compassione.


  1. Filippesi 4,8 BdG