Il fattore Dio

Nel suo libro Dio alla sbarra, C.S. Lewis incluse un saggio intitolato «Risposte alle domande sul Cristianesimo». Una delle domande è quale delle religioni del mondo offra ai suoi seguaci la maggiore felicità. La sua famosa risposta è:

«Finché dura, la religione del culto di sé è la migliore. C’è un mio conoscente di circa ottant’anni che ha condotto una vita di egoismo e vanagloria ininterrotta fin dall’infanzia ed è più o meno, mi dispiace dirlo, una delle persone più felici che conosca. Da un punto di vista morale è molto difficile!»

La felicità è un’ottima cosa, ma molte persone hanno un’idea sbagliata del suo significato. Quel conoscente di C.S. Lewis aveva il primo tipo di felicità, quella di tipo superficiale — «tanto si vive una sola volta». Un altro tipo di felicità, però, sopporta qualsiasi circostanza ed è eterna: la pace e l’appagamento che vengono dal conoscere Dio e avere un rapporto con Lui.

È normale provare tristezza per le condizioni del mondo o dolore a causa di una perdita, soffrire per una relazione infelice e così via. Dio non ha promesso al credente una vita beata piena di facili piaceri; ma ha promesso di essere sempre al nostro fianco, di proteggerci con la sua mano e di far sì che tutto cooperi al nostro bene se lo amiamo e lo seguiamo.1

Nella Bibbia leggiamo che Re Davide ebbe una vita molto turbolenta, piena di tragedie e problemi, e sappiamo che alcuni questi lo colpirono profondamente;2 tuttavia non perse mai di vista l’origine della vera felicità: «Beato colui che ha per aiuto il Dio di Giacobbe e la cui speranza è nel Signore, suo Dio».3

Ti auguro che questo numero di Contatto ti aiuti ad avvicinarti a Dio e a trovare una felicità vera e duratura.

  1. Vedi Romani 8,28
  2. Vedi 2 Samuele 12,16-17
  3. Salmi 146,5

Ronan Keane

Ronan Keane è il direttore esecutivo della rivista Activated.