1. R. Miller1

Dovremmo trarre il meglio da ogni anno. Ogni anno dovrebbe essere come uno scalino nuovo che ci porta un po’ più in alto. Non dovremmo vivere due anni allo stesso livello.

Molti cristiani si stancano dei propri compiti e dei propri doveri. La routine è estenuante. I compiti sono gravosi e impegnativi, la vita è noiosa nella sua monotonia. Spesso il lavoro sembra inutile. Seminiamo e non mietiamo. Molte volte rimaniamo delusi e ci scoraggiamo. Le speranze radiose di oggi diventano i fiori appassiti di domani.

Alcuni giorni siamo scoraggiati, affannati, tormentati dalle preoccupazioni, agitati dalle mille distrazioni della vita, esauriti e indeboliti dai pesi che portiamo. Ci sediamo a leggere la Bibbia e Dio ci rivolge parole che ci risollevano:

«Il vostro cuore non sia turbato».2

«Non temere, perché io sono con te».3

«Getta sul Signore il tuo affanno».4

«Vi lascio pace; vi do la mia pace».5

«La mia grazia ti basta».6

Mentre riflettiamo su queste parole, la stanchezza svanisce; ci sentiamo rinvigorire; la speranza si riaccende, il coraggio ritorna. Chi vede la Bibbia come Parola stessa di Dio e ode la voce di Dio nelle sue promesse e nelle sue rassicurazioni, nei suoi ordini e nei suoi consigli, ne ricava costantemente forza.

Ma c’è qualcosa di meglio. Dio stesso entra nella nostra vita con tutto il suo amore e tutta la sua grazia. Il profeta ci dice: «Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore allo spossato». Ciò significa che vi è un’immissione diretta di forza divina nei seguaci di Dio sulla terra, stanchi e spossati come sono. È una rivelazione meravigliosa. Ci dice che nella nostra debolezza riceviamo la forza stessa di Cristo, che passa dalla sua pienezza alla nostra incompletezza.

Forse qualcuno può starci accanto quando abbiamo dei guai, magari rendendoci un po’ più forti con la sua comprensione e il suo amore, con il suo incoraggiamento e la sua allegria, ma non può immettere nel nostro cuore la minima parte della sua forza o della sua gioia. Cristo invece ci dà forza e ci dispensa la sua vita. Ciò che la vite è per i tralci, Cristo è per noi. Se il tralcio è in qualche modo colpito, danneggiato, spezzato, appassito, la vite riversa la sua energia nella parte ferita, per sopperire alla perdita e guarirla. È ciò che Cristo fa. Dà forza allo stanco. La sua potenza si dimostra perfetta nella nostra debolezza. Maggiore è il nostro bisogno, maggiore sarà la grazia di Cristo in noi. Vi sono quindi benedizioni che non riceveremo mai finché non proveremo le difficoltà. Non conosceremo mai la consolazione divina finché non proveremo la sofferenza. Imparando che cos’è il dolore, capiremo anche che Dio dona forza e consolazione nel dolore.

Come possiamo essere certi di ricevere la forza che ci è promessa? La risposta è: «Quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze».7 Che significa sperare nel Signore? Significa confidare pazientemente in Dio, credere nel suo amore, accettare la sua guida, tenersi vicini al suo cuore, vivere in continua comunione con Lui, appoggiarsi al suo braccio e ottenere il suo aiuto.

Dobbiamo continuare con il nostro lavoro, con le nostre lotte, con le nostre attività e il nostro servizio, con la certezza che sperando in Dio acquisteremo nuove forze. Abbiamo una comunicazione viva con Colui che ha creato le stelle e le chiama per nome, Colui che mantiene in vita l’intero universo, Colui che non si affatica e non si stanca. Ci sostiene in continuazione – con la sua abbondanza di vita, la sua forza grandiosa – e ogni volta che la vita in noi diminuisce, essa viene istantaneamente reintegrata, perché Egli dà forza allo stanco.

Dio spande la sua luce su questo anno che si apre davanti a noi e non esisteranno esperienze che non avremo la forza di affrontare. Dio non presenta mai un dovere senza dare la forza per svolgerlo. Non ci impone mai un peso senza aiutarci a sorreggerlo. Non manda mai un dolore senza la consolazione per sopportarlo. Non ci impone mai un servizio senza fornirci ciò che serve per svolgerlo. Dobbiamo solo assicurarci di sperare in Dio, poi riceveremo tutta la forza di cui avremo bisogno, man mano che andremo avanti, giorno dopo giorno.

Il messaggio di Dio al mondo in momenti come questi è sempre: «Non sei tu a comandare. Forse ti ritieni pronto per ciò che avverrà, ma non è così, né lo sarà mai. Il mondo non è controllato da te, ma da Me. Devi rivolgerti a Me. Non sei in grado di gestire la tua vita. Hai bisogno della mia saggezza e del mio aiuto».

In ogni disastro – che sia il 9/11 o il COVID-19 – Dio dice al suo popolo: «Prima o poi metterò fine a tutto questo. Per il momento, però, questo è un mondo imperfetto e ogni volta che penserai di non avere bisogno di Me e di poter assumere personalmente il controllo, succederà qualcosa del genere, per ricordarti che non puoi farlo, che hai bisogno di Me». —Tim Keller


  1. Pubblicato nel 1913, adattato. Fonte: https://gracegems.org/Miller/strength_for_a_new_year.htm
  2. Giovanni 14,1
  3. Isaia 41,10
  4. Salmi 55,22
  5. Giovanni 14,27
  6. 2 Corinzi 12,9
  7. Isaia 40,31 NR