La morte fa parte del ciclo della vita, non ne è la fine. Ciò è evidente in natura, ma forse è più chiaro nell’esempio che Gesù fece ai suoi discepoli per prepararli alla sua morte. «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto».1

L’apostolo Paolo sviluppò questa analogia quando illustrò la nostra “fine”, che in realtà sarà il nostro nuovo inizio. «Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme dà il proprio corpo. Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale».2

È difficile immaginare come saranno quei corpi spirituali, ma la Bibbia vi fa qualche accenno parlando del Cristo risorto, insieme a questa affermazione di Paolo: «Trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso».3

Dopo la sua resurrezione, Gesù apparve come un uomo, ma il più delle volte nemmeno i suoi amici più intimi lo riconobbero subito.4 Aveva un corpo — “carne e ossa”.5 Camminava, parlava e poteva mangiare,6 ma poteva anche materializzarsi e scomparire quando voleva.[Vedi Marco 16,19; Luca 24,31.36.51; Giovanni 20,19.26; Atti 1,9]]

Gesù era ancora se stesso, ma aveva subito un aggiornamento radicale. Lo stesso varrà per noi. «In un istante, in un batter d’occhio, saremo trasformati. Allora sarà adempiuta la parola che è scritta: “La morte è stata sommersa nella vittoria”».7


  1. Giovanni 12,24
  2. 1 Corinzi 15,36-37. 42-44 CEI
  3. Filippesi 3,21
  4. Vedi Marco 16,12; Luca 24,13-16.36; Giovanni 20,14
  5. Vedi Matteo 28,9; Luca 24,38.43; Giovanni 20,16-17; Atti 1,3
  6. Vedi Luca 24,15-17; Giovanni 20,16-17; Atti 1,3
  7. 1 Corinzi 15,52.54 NR