L’inizio nella mangiatoia

Sono molte le cose che possiamo festeggiare a Natale, ma la più essenziale è il dono del nostro rapporto con Dio attraverso suo Figlio Gesù. Per parafrasare una bella promessa che il Signore fece nel libro di Daniele, più ci avviciniamo a Lui più la sua saggezza «risplenderà come lo splendore del firmamento» in noi e la sua giustizia «risplenderà come le stelle» attraverso di noi. 1 Quando ci ricordiamo di fare una pausa e dedicare quei momenti a onorarlo, permettiamo al suo Spirito di scorrere liberamente nella nostra vita e di sostituirsi alla tensione che reprime la nostra gioia. L’unica cosa che dobbiamo fare è lasciar entrare quella pace, poi Lui si occuperà di farla uscire per illuminare gli altri.

Natale segna l’inizio della relazione più meravigliosa e importante che possiamo avere. Non si tratta solo di sapere qualcosa su quel bambino nato in una mangiatoia. Ha a che fare con il rapporto con un amico che è più vicino di un fratello, con la persona che ci ha reso parte della famiglia di Dio. Ha a che fare con il legame con il nostro eroe che ci ha salvato dalla morte e ci offre tutto ciò che gli appartiene. Ha a che fare con Colui che è nostro mentore, protettore e nostra guida, Colui di cui possiamo sempre fidarci e su cui possiamo sempre contare, qualsiasi cosa succeda.

Questo rapporto ci cambia nel profondo del nostro essere. È questo il vero significato del Natale — ed è valido tutto l’anno.

Per celebrare questo Natale, vorrei condividere con voi alcune delle mie citazioni preferite:

Natale è lo spirito del dare senza pensare a ricevere. È felicità perché vediamo la gioia delle persone. È dimenticare noi stessi e trovare il tempo per gli altri. È scartare ciò che è privo di significato e sottolineare i veri valori. —Thomas S. Monson

L’amore di Gesù sta al centro di tutto ciò che Lui fece per l’umanità. La sua fu una vita spesa per dare. Rinunciò alla vita in cielo per venire su questo mondo. Rinunciò alle ricchezze inimmaginabili del suo regno per vivere sulla terra, senza nemmeno un posto da chiamare suo. Dedicò il suo tempo e le sue energie, rinunciò alla sua reputazione tra molte persone apparentemente giuste, per cercare i mendicanti, i reietti, i malati e i morenti che in cambio non avrebbero potuto offrirgli nessuna delle cose di questo mondo. Diede la vita per salvarci dai frutti del peccato e lo fece semplicemente per l’amore che provava per noi.

Perché lo fece? Per aiutarci a capire qual è l’essenza di Dio. Ci diede un esempio di come sviluppare in noi quella natura, di come mediante la sua grazia possiamo diventare figli dell’Altissimo. Quando scopriamo la gioia di contribuire a portare il suo amore agli altri, allarghiamo il suo regno. Quando imitiamo la sua generosità senza chiedere niente in cambio, proviamo un pizzico della gioia di Dio. Al momento può sembrare che ci perdiamo, ma alla fine ci guadagneremo molto di più.

Chi non ha il Natale nel cuore non lo troverà mai sotto un albero. —Roy L. Smith

A volte possiamo avere la tentazione di dare troppa importanza alle tradizioni natalizie, come l’albero di Natale, le canzoni e i festeggiamenti. Perfino i regali e le opere buone devono venire da un cuore grato, per non perdere il loro valore più grande. Gesù scelse di vivere per noi, di dedicarci la sua vita e di sconfiggere la morte per noi. Fu il dono supremo, fattoci dal donatore supremo: Dio. Per quale motivo? Perché potessimo avere un esempio vivo, tangibile e dinamico; la perfetta illustrazione di un amore incondizionato, illimitato e aperto a tutti.

Seguiamo il suo esempio, allora.

Natale è il giorno che tiene insieme tutto il tempo. —Alexander Smith

Vi siete mai chiesti perché Gesù sia venuto sulla terra? Mi chiedo se non sia stato per farci capire che Lui è al centro di ogni cosa; dà un senso a tutto ciò che avvenne prima che venisse a vivere sulla terra; ci promette che tutto ci appartiene, se lo chiediamo nel suo nome. Camminò con Adamo nel giardino, nel principio, e camminò con l’umanità quando divenne un essere umano in questo mondo. Tornerà di nuovo per unire i suoi figli nel suo regno eterno. Natale ci ricorda che Lui è il centro focale della nostra esistenza.

Il figlio di Dio divenne uomo così che gli uomini potessero diventare figli di Dio. —C. S. Lewis

Quando la gente legge la storia del bambino nella mangiatoia, del coro degli angeli e della visita dei re magi, mi chiedo se comprenda davvero il significato di questo evento per l’umanità. Gesù, che aveva tutto, rinunciò a ogni cosa e la sua nascita segnò l’inizio della trasformazione della nostra esistenza in questa vita temporanea, legata alla terra, al tempo e al peccato, nella meraviglia e nella bellezza soprannaturale, eterna e imperscrutabile dell’eternità. Un’esistenza piena di gioia illimitata, con un vero scopo, nell’unità con il Re di tutte le cose! Segna l’arrivo del dono del perfetto amore.

Gesù fu Dio e uomo nella stessa persona, affinché Dio e uomo potessero essere di nuovo felici insieme. —George Whitefield

Gesù era la personificazione dell’amore divino per l’umanità. Era la misericordiosa offerta divina di soccorrere un mondo che annegava nella follia. Era una dimostrazione vivente di fino a che punto l’amore di Dio è disposto a spingersi, fino ad apparirci in una forma che potessimo capire.

Prego che la vostra vita sia ricolma dello Spirito del Signore in questo Natale e che le sue molte e meravigliose benedizioni siano su di voi nel prossimo anno.

  1. Adattato da Daniele 12,3