Quando ero bambina, «amore» era una delle mie parole preferite. Ricordo che terminavo ogni lettera che scrivevo con le parole «Ti voglio tanto tanto bene!» Sentivo l’amore della mia famiglia, dei miei amici, della nostra chiesa. Per me l’amore era la sensazione di essere al sicuro e di essere accudita.
Crescendo ho scoperto un altro tipo di amore, quello descritto in Proverbi 27:6: «Fedeli sono le ferite di un amico». Ho imparato che amore è anche aiutare le persone a vedere i loro difetti.
Quando ero adolescente, ho sviluppato la cattiva abitudine di dire parolacce. Arrivai al punto che, quando ero con gli amici, le parolacce mi uscivano dalla bocca quasi senza farci caso. Un giorno un caro amico mi ha preso da parte e mi ha detto che secondo lui dicevo troppe parolacce. Disse che era brutto da sentire. Mi ha colto di sorpresa e mi sono messa sulla difensiva, ma in cuor mio non ho potuto fare a meno di riconoscere che aveva ragione. Sapevo che me lo aveva detto perché ci teneva a me come amica e voleva il meglio per me, non perché volesse farmi sentire in colpa. Voleva davvero aiutarmi a essere una persona migliore. Così, con il suo aiuto e il suo incoraggiamento, ho studiato ciò che la Bibbia dice sulla nostra parola. «La morte e la vita sono in potere della lingua» (Proverbi 18:21). «La bocca parla dalla pienezza del cuore» (Luca 6:45). «Se uno pensa di essere religioso, ma poi non tiene a freno la sua lingua e inganna sé stesso, la sua religione è vana» (Giacomo 1:26).
Dopo un po’ ho imparato a controllare la lingua e a esprimere la sorpresa o la delusione in modo più positivo. Ora sono molto grata che il mio amico non abbia evitato di parlarmene, anche se sono sicura che non sia stato facile. Da allora ci sono state molte volte in cui sono stata corretta dalla mia famiglia e dai miei amici e, sebbene non sia una bella sensazione, so che lo fanno perché tengono a me.
Fa male all’orgoglio essere corretti dagli altri, ma se chiediamo al Signore di essere comprensivi e lavoriamo per cambiare in meglio, allora è per il nostro bene. “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recar gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in quelli che per suo mezzo sono stati addestrati” (Ebrei 12:11).