“Ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, e lo fasciò e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo”. —Luca 2,7

Il Signore dell’universo avrebbe potuto scegliere qualsiasi altro posto dove far nascere Gesù. Questo ci spinge a chiederci per quale motivo Dio abbia scelto un umile edificio in cui vivevano e mangiavano gli animali – probabilmente una stalla, anche se avrebbe potuto essere una grotta o perfino una stanza in casa di qualche parente.

La stanza poteva essere piena di fieno profumato – erba e fiori secchi che erano sbocciati su soleggiati pascoli estivi prima di essere falciati e privati della loro bellezza – come avvenne poi a Gesù. In Giappone, i pavimenti tradizionali sono coperti da tatami fatti di paglia di riso tagliata da poco, perché il suo profumo è così dolce. Forse anche a Dio piaceva quella fragranza. La paglia ci ricorda anche la natura transitoria della vita.

Alla nascita, Gesù era circondato da creature semplici: forse un asino, uccelli, una mucca, capre o pecore. Durante la sua vita, Gesù avrebbe cercato gli umili e alla fine avrebbe detto ai suoi seguaci di predicare il Vangelo a ogni creatura. 1 Assistette gli umili e gli afflitti, le prostitute, gli esattori delle tasse, i pescatori, i bambini – le persone al livello più basso della società. Venne a cercare e salvare chi era perduto. Trasformò esseri umani che erano come bestie da soma in figli e figlie di Dio.

Poi c’erano i suoi genitori terreni: un umile falegname e una giovane donna. Gesù sarebbe potuto nascere in una famiglia illustre, ma non fu così. Avrebbe seguito i passi di suo padre fino ai trent’anni, trasformando il legno grezzo in attrezzi utili, come fa ancora oggi trasformando chi si presenta a Lui alla ricerca di una vita nuova.

Su invito degli angeli, un gruppo eterogeneo di pastori venne a vedere Gesù appena nato. 2 Dio avrebbe potuto chiedere agli angeli di invitare chiunque alla stalla. Avrebbe potuto invitare i sommi sacerdoti, gli scribi, i dottori della legge o i farisei, ma non lo fece. Dio mandò le schiere celesti ad alcune delle persone considerate meno religiose, perché il lavoro di curare le pecore spesso impediva loro di osservare molti dei riti importanti secondo la loro religione. Forse gli angeli invitarono i pastori perché erano gli umili, le pecore smarrite che Gesù era venuto a salvare.

Gli angeli dissero ai pastori che quel bambino non era solo uno dei tanti neonati, ma era l’uomo della promessa, quello che avrebbe portato la buona notizia agli umili, che avrebbe fasciato quelli dal cuore rotto, che avrebbe proclamato la libertà agli schiavi e l’apertura del carcere ai prigionieri. 3

Quando si avvicinarono, videro una giovane donna che fissava in silenzio il suo bambino come solo una madre può fare. Anche se non è scritto che i pastori abbiano portato dei doni al bambino, non credo che si sarebbero presentati a mani vuote. Forse offrirono i frutti del loro lavoro: latte da bere, formaggio da mangiare, lana per scaldarlo, un pezzo d’agnello per uno stufato. Ancora oggi, in Italia, i pastori in montagna portano regali del genere alle neo-mamme.

Quando i pastori tornarono al loro lavoro, erano felici di sapere che questo Bambino, nato da gente semplice e in mezzo alla povertà come loro, doveva diventare il redentore degli umili – gli uomini di buona volontà a cui l’angelo aveva portato un messaggio di pace.

Dio non avrebbe potuto scegliere un posto migliore per la nascita di suo figlio, il Messia, Gesù. Anche se poteva sembrare umiliante nascere in un ambiente così semplice, era l’adempimento del piano divino. Spesso Dio si muove in maniera misteriosa per operare le sue meraviglie. 4 Lo fece allora e continua a farlo anche oggi.

[divider icon=”ellipsis-horizontal” style=”none”]

Un Natale costante

Gli angeli che cantarono lodi a Dio la notte in cui nacque Gesù continuano a cantare anche oggi. Se ascolti con attenzione, puoi udirli sopra al trambusto della vita. Unisciti a loro.

Gesù fu il regalo di Dio a tutto il mondo, e non solo per il Natale, ma per ogni giorno, per tutta la nostra vita e oltre, per l’eternità. Era il regalo perfetto, perché Gesù può soddisfare ogni bisogno e realizzare ogni sogno.

La storia del Natale ci fa capire che va benissimo cominciare con poco. Gesù partì nascendo in una stalla, ma arrivò a sedere alla destra del trono di Dio. Grazie a Lui, il nostro umile inizio avrà un gran finale nel suo regno eterno.

Il Natale è una disposizione d’animo. È felicità, gratitudine, amore, generosità. Metti in pratica queste cose e ogni giorno ti sembrerà Natale.

Il Natale va e viene, ma Gesù non lascia mai il tuo cuore.


  1. Vedi Marco 16,15.
  2. Vedi Luca 2,8–12.
  3. Vedi Isaia 61,1.
  4. Vedi Isaia 55,9.