La Bibbia dice che dobbiamo amare il nostro prossimo come noi stessi. Ma che dire di fare in modo che il nostro prossimo ami noi come ama se stesso?

Per molti di noi è difficile. Ci concentriamo sull’imparare a dare liberamente, ma quanti di noi sanno come ricevere liberamente? Ci rendiamo conto che anche riconoscere i nostri limiti ed essere aperti a ricevere un gesto gentile può essere un modo per amare gli altri? Che cosa ci fa rifuggire dall’accettare l’aiuto degli altri? Forse è umiliante. Forse siamo orgogliosi della nostra indipendenza o non vogliamo sentirci in debito con nessuno. Forse ci sentiamo indegni della premura espressa attraverso un gesto gentile.

Una volta stavo imparando a cucire. Avevo fatto un disegno quadrato su un tessuto e volevo farne una borsa. Ho chiesto a un’amica sarta se me avrebbe potuto farlo lei. È venuta fuori una cosa bellissima. Un gesto dolce e amorevole! Ho continuato a chiederle quanto le dovevo e lei continuava a insistere che non c’era alcun costo. Devo averla infastidita un po’, perché, dopo aver rifiutato i miei soldi forse per la quinta volta, è sembrata frustrata e mi ha detto: «Non puoi lasciare che qualcuno faccia qualcosa di bello per te?» Mi sono resa conto che non avevo imparato a lasciare che gli altri mi aiutassero.

È bello anche ricevere complimenti, ma può essere difficile accettare un complimento con garbo senza protestare: «No, non era niente!» Allora l’altra persona deve insistere nel dimostrare riconoscenza e via di seguito. Che ne dite di rispondere semplicemente con: «Grazie! Sono felice di essere stata d’aiuto» o «Grazie, sei molto gentile a dirlo».

Possiamo rendere gli altri felici di averci resi felici. È una situazione vantaggiosa per tutti. Ho scoperto che alla maggior parte delle persone piace sentirsi utili e apprezzate. Lo pensano davvero quando dicono: «Cosa posso fare per aiutarla?» Un’offerta del genere è una manifestazione della fiducia che nasce dalla vera amicizia e fa parte della costruzione della comunità. Il mio vicino alleva galline e gli fa piacere regalarmi qualche uovo quando passo davanti a casa sua. È un po’ solitario e molto probabilmente le uova sono il suo modo per iniziare una conversazione. Il suo volto si illumina quando lo ringrazio.

Gesù ha insegnato che è più bello dare che ricevere (Atti 20:35). Per essere un donatore, è necessario che ci sia un ricevente. Impariamo a essere entrambi.